Visita al museo della
scienza e tecnologia di Milano “Leonardo Da Vinci”
Nel
giorno 30 marzo la classe 2° AL assieme ad altre si è recata presso il museo
della scienza “Leonardo Da Vinci” di Milano.
La
visita era stata strutturata in due parti: la prima era incentrata sul
movimento, comprendeva quindi una serie di esperimenti svolti in un’ apposito
laboratorio; la seconda parte invece prevedeva una visita alla galleria di
Leonardo ( presentazione della sua vita, delle opere e degli studi ) ed ad
altre strutture ( riproduzione della stazione di Monza, sottomarino Enrico Toti
ecc. ).
Concentriamo l’attenzione sulla prima parte della visita: gli esperimenti.
ESPERIMENTI
ESPERIMENTO1 (velocità e accelerazione)

Questa
esperienza ci ha permesso di osservare la curva perfetta detta cicloide ovvero
quella dove il corpo che la percorre raggiunge la velocità massima. Utilizzando
un modello di legno abbiamo osservato che, anche aumentando la pendenza di un
secondo percorso, questo rettilineo, la pallina che arrivava per prima al
traguardo era sempre quella che percorreva la curva perfetta.
Esperimento2 (trasferimento del movimento)
Il
trasferimento di un movimento è facilmente dimostrabile attraverso l’ uso di
ruote dentate. Azionando una ruota dentata, ruotando in senso orario una
manovella, si trasforma il verso del movimento, infatti, si imprime un senso
rotatorio orario alla prima ruota, ma
un senso antiorario alla seconda collegata alla seconda. Inoltre un giro della ruota
più grande corrisponde a due giri di quella più piccola in quanto sono in
proporzione 1:2.
La
seconda dimostrazione è sempre basata sul concetto del trasferimento del
movimento e riguarda le cinghie. Una ruota dentata è collegata con delle
cinghie a due girandole. Questo ci permette di comprendere ancora meglio i
rapporti e l’inversione del movimento. Ruotando la prima ruota dentata, in una
girandola il movimento si mantiene identico. La seconda girandola, invece,
inverte il movimento perché è legata ad una ruota dentata.
ESPERIMENTO3
(trasformazione del movimento)
La trasformazione di un movimento, è la
modificazione di un movimento.
Anche
questo concetto è stato chiarito attraverso dimostrazioni ed esperimenti.
Cremagliera: un movimento circolare si trasforma in movimento
rettilineo.
Biella-Manovella: da movimento circolare a movimento rettilineo alternato.
Giunto cardanico: il movimento circolare orizzontale si trasforma in
movimento circolare obliquo.
ESPERIMENTO 4(trasferimento e trasformazione del movimento)
Come terzo esperimento abbiamo osservato, una “gara” tra due
biciclette. Queste erano collegate a due vaschette d’acqua comunicanti,
pedalando si trasferiva acqua da una vasca all’altra. I nostri compagni
dovevano cercare di mantenere uguale il livello dell’acqua nelle due vaschette.
La cosa si è rivelata molto difficile, in quanto una delle due biciclette aveva
i rapporti diversi dall’altra. Due giri di pedali corrispondevano a un giro dell’altra
e per questo era molto difficile tenere il passo.
ESPERIMENTO 5
In
una rampa, con due percorsi identici, confrontiamo il movimento di due
barattoli e vediamo quale si ferma prima. Il primo barattolo è riempito fino
all’orlo di chicchi di caffè, il secondo è riempito fino a metà con gli stessi
chicchi, mentre il terzo è vuoto. Tra il barattolo pieno e quello vuoto si
fermava prima quello pieno, tra il barattolo pieno e quello
parzialmente pieno si fermava prima quello parzialmente
pieno e tra il barattolo parzialmente pieno e quello vuoto si fermava prima
quello parzialmente pieno. Ad ostacolare il barattolo parzialmente pieno è la
massa dei chicchi che ci sono dentro che, quando il barattolo rotola, frenano
il movimento del recipiente spostandosi in direzione opposta al moto. Grazie a
tutte queste prove e ad i rispettivi risultati siamo riusciti a verificare l’
influenza della massa e della forza di gravità sul movimento.
GALLERIA “LEONARDO DA VINCI”
LA VITA DI LEONARDO
Della vita di Leonardo Da Vinci si sa molto poco.
Il 15 Aprile del 1452
nasce ad Anchiano, presso Vinci, figlio naturale del notaio Ser Piero e
di donna Caterina . A 5 anni va ad abitare a Vinci, nella casa del padre che
nel frattempo si era sposato con Albiera Amadori.
Nel 1460 di trasferisce con il padre a Firenze e pochi anni
dopo entra come apprendista in una bottega d’arte. Nel 1482 si trasferisce a
Milano, alla corte di Ludovico il Moro presentandosi come in geniere,
architetto, scultore, pittore ed anche
musicista. In questo primo periodo milanese lavora soprattutto come pittore
dipingendo il ritratto di Cecilia Galerani "Dama con l’Ermellino" e
la prima versione della "Vergine delle rocce" . nel 1498 termina la
sua opera più famosa “Ultima cena. Nel 1499 lascia Milano ed inizia il suo
pellegrinare passando da Mantova, Venezia , poi in Friuli .
Nel 1504, a Firenze, inizia a dipingere la Gioconda. Nel
1508 ritorna a Milano, dove riprende gli studi di anatomia, urbanistica, ottica
ed ingenieria idraulica. Nel 1513 si trasferisce a Roma, presso il Pontefice Giuliano dei Medici.
Nel 1516 entrò
al servizio di Francesco I con l'incarico di primo pittore, ingegnere e architetto del Re; gli venne dato l'uso
del maniero di Clos Lucé, vicino al Castello di Amboise residenza del Re, assieme
ad una generosa pensione. Leonardo e il Re divennero buoni amici.
Morì il 2
Maggio del 1519 nel castello di Cloux, vicino ad Amboise in Francia .
In base ai
suoi desideri, 60 mendicanti seguirono il suo feretro.Venne sepolto nella
Cappella di Saint-Hubert nel Castello di Amboise. Leonardo lasciò tutti i suoi
manoscritti, disegni e strumenti vari al caro e prediletto allievo Francesco
Melzi ed i dipinti (fra cui la Gioconda, il S. Gerolamo, e la S. Anna) che si
trovavano ancora nel suo studio, all’altro discepolo, Salai.
L’UOMO DI VITRUVIO
Una delle opere d’arte più conosciute di Leonardo è “l’uomo
di Vitruvio”. La celebre immagine è conservata nel Gabinetto dei Disegni e
delle Stampe delle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Leonardo lo realizzò nel
1490, basandosi sugli studi del celebre architetto romano Vitruvio. Con questa
opera Leonardo evidenzia le perfette proporzioni del corpo umano e la
centralità dell’uomo, inscritto nel cerchio e nel quadrato, figure perfette.
L’uomo
di Vitruvio rappresenta perciò la perfezione e le proporzioni del corpo umano:
-
nel cerchio il centro
è l’ombelico dell’uomo; mentre nel quadrato la metà del quadrato corrisponde al
basso ventre.
-
l’uomo è perfetto
perché la lunghezza delle braccia aperte è uguale all’altezza.
-
Le parti del corpo
sono divise in base a determinate proporzioni.
Leonardo
era mancino e quindi, per pura di sporcare i fogli scriveva da destra verso
sinistra. Inoltre scriveva i suoi appunti in Fiorentino, perciò, i primi che
tradussero questa scrittura, pensarono che Leonardo per scrivere usasse dei
codici. I traduttori usarono Specchi per leggere questa Scrittura speculare. I
codici di Leonardo presero il nome dai loro traduttori o dalle città.
INVENZIONI
E OPERE
Nella Galleria
“Leonardo da Vinci” sono esposti 30 modellini di macchine progettate da
Leonardo, spaziando da quelle civili, a quelle militari, dagli studi sui
materiali all'architettura. Sulle pareti laterali sono collocati pannelli che
riproducono opere ed appunti relativi
all'anatomia, a studi di fisica, macchine ed ingegneria idraulica.
Abbiamo potuto
osservare il plastico di uno studio urbanistico realizzato da Leonardo, il
quale aveva dotato la sua città ideale di un sistema fognario, di strade
larghe, di portici e di scale esterne per una maggior sicurezza, tutte idee
decisamente innovative.
Da Vinci era anche un ottimo pittore e la riproduzione di
uno dei suoi più grandi capolavori, l’ultima cena, era esposta nella galleria a
lui dedicata. L’ultima cena è stata commissionata dai monaci e per realizzarla
ci sono voluti dai tre anni ai tre anni e mezzo.
Tra i tanti modelli delle invenzioni progettate dal grande
genio è importante sottolinearne alcuni come ad esempio la vite aerea. Il
disegno della vite aerea, databile tra il 1483 ed il 1486, fu eseguito durante
la prima permanenza a Milano, ed appartiene alla prima serie delle macchine
progettate per il volo meccanico.
Ma questa non
è l’unica invenzione importante: tra le altre, ricordiamo le ali battenti, il
galleggiante a fondo apribile e la barca con propulsione a ruote.
PERCORSO SUI MEZZI DI TRASPORTO
Dopo la
galleria dedicata a Leonardo, abbiamo seguito un percorso sui mezzi di
trasporto, partendo dal sommergibile.
IL
SOMMERGIBILE “ENRICO TOTI”
Il sottomarino
esposto nel cortile del museo è l’”Enrico Toti”. Il Toti è il primo sottomarino costruito in
Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Varato nel 1967, racconta un frammento
della storia d'Italia, tra Guerra Fredda e specializzazione tecnologica. Tra
sommergibile e sottomarino esiste una differenza chiara anche se spesso le due
parole vengono usate come sinonimi. Il sommergibile è un battello in grado di
immergersi ma ottimizzato per la navigazione in superficie. Un sottomarino è
invece utilizzato per la navigazione in immersione. Il sommergibile Toti è
tecnicamente un sottomarino. La capacità di immergersi rappresenta l’innovazione
più importante nella storia della navigazione. Un sommergibile può essere
utilizzato per scopi militari o civili come la ricerca mineraria e biologica. I
vantaggi del suo impiego variano in relazione a quattro parametri: profondità
raggiunta, autonomia di immersione, velocità e silenziosità. Il numero 506 che ha scritto è il numero con cui è
conosciuto tra i mezzi della Nato.
ALTRI MEZZI
Sempre all’esterno si trovavano 3 aerei. Il padiglione che
abbiamo visitato in seguito era interamente dedicato al trasporto su rotaia. Vi
erano tantissimi modelli di treni e di tram, a partire da quelli più antichi
fino a quelli degli anni sessanta. Abbiamo visitato il locale caldaie dove si
trovavano i fuochisti nei treni a vapore. Abbiamo anche osservato i meccanismi
di stantuffi con cui funzionavano le ruote.
L’ultima
sezione del museo era dedicata ai trasporti su terra, a partire dalle carrozze
e diligenze trainate dai cavalli fino ad arrivare alle biciclette (ad esempio è
esposta la Bianchi da corsa utilizzata da Coppi) e ai primi motori
A cura di: Banal Matteo, Diamanti Letizia, Evangelisti Valentina, Gurieri Stefania, Tozzi Elisa, Zaniboni Alessia - classe 2 AL