Montale Luigi  
 

Ontani Luigi... Lo devo aver già sentito da qualche parte:

  • STORIA: Con il prof. Nerozzi? Sarà del '600, forse ha combattuto per la sua patria!

  • LETTERATURA: Si! deve essere un critico delle riviste, forse del "La Voce"!

  • DIRITTO: oppure è un ministro? Un ministro senza gabinetto, ministro d'arte!

Ci sono quasi...

  • VERGATO: é Il grande artista che ci ha offerto una delle sue opere proprio nel comune di Vergato. Quei giochi di colore che ci donano le vetrate ci sono state regalate dal suo talento, è lui il produttore di quelle stupende vetrate che donano un tocco di estetica e colori al nostro comune!

 

     
 

Articolo ricavato da varie riviste:

 

“La mia origine è esemplarmente provinciale. Il desiderio dell’arte si è svolto nella quotidianità come gioco.

imponderabili della contemporaneità, gli unici rimasti”.

Nato a Vergato, il suo “villaggio”, dove spesso ritorna nel suo “Tempio”, se ne allontana, dopo le esperienze bolognesi e la prima importante mostra alla Galleria San Fedele a Milano.

A Roma continua il suo percorso artistico.

“tableau vivant” delicati, leggeri, giocosi, infantilmente perversi.

Poi l’India.

“È il mio altrove. O almeno lo è stato fini all’avvento di Internet: era l’esempio di una civiltà contemporanea con una diversa dimensione di vita e di pensiero. Ora non più.”

Si presente come un artista estraneo alla sua generazione.

Non è esattamente cosi. Il fatto è che Ontani, in tante cose, precede la sua generazione, per questo resta sempre in disparte e nessun critico o storico dell’arte è riuscito a circoscrivere e a definire.

La pittura, la scultura, ceramica, vetri, mosaici ed arti applicate diventano i luoghi dove esercitare la sua creatività e il suo pensiero artistico.

Ha fatto coincidere arte e vita, trasformando il suo viso, le sue fattezze e il suo corpo in un oggetto artistico, creando una forma di finzione che allude continuamente al reale senza però mai coincidere con la realtà. Ontani appare immobile nelle sue fotografie, in realtà è un’immobilità apparente.

C’è qualcosa che vibra, una forma di instabilità.

“La mia arte è più seduzione che sentimento”.

Ontani esibisce una doppia dimensione, ironica e seria, scanzonata e terribile, spontanea e insieme manierata: la sua vera vocazione sarà quella di essere Narciso o piuttosto di assomigliare allo specchio che riflette Narciso?”